«Shakespeare può dire:“io conosco il Male”, Calderòn può dire: “io conosco il Bene”; ma Zygmunt può dire: “io conosco la Storia”». Questo è quanto scrisse il poeta polacco Cyprian Norwid, avendo in mente le opere del conte Zygmunt Krasiński.
Alla matura concezione della storia presente nel suo capolavoro La commedia non divina, Krasiński arrivò appena ventunenne.
Nell’opera confluiscono diverse suggestioni tematiche: dalla filosofia di Herder e di Gian Battista Vico fino ad elementi tratti dall’Apocalisse di Giovanni e dal pensiero di Saint-Simon. Nel confronto tra le figure del conte Enrico e di Pancrazio, i due protagonisti del dramma, si compie il passaggio tra l’antico e il nuovo ordine del mondo che le rivoluzioni liberali dei secoli precedenti sancivano definitivamente in Europa